Riflessioni

Riflessioni su Regole 14

 
"Lungo i secoli non sono mai mancati uomini e donne che docili alla chiamata del Padre e alla mozione dello Spirito, hanno scelto questa via di speciale sequela di Cristo, per dedicarsi a lui con amore indiviso (1Cor 7,34). Anch'essi hanno lasciato ogni cosa, come gli apostoli, per stare con lui e mettersi conme lui al servizio di Dio e dei fratelli" (Vita Consecrata, 1)

Molti carismi di vita spirituale ed apostolica ha distribuito in noi lo Spirito Santo per rinnovare il mondo. La nostra vita è dono prezioso e necessario per il presente e per il futuro di tutto il popolo di Dio. In un tempo come il nostro, così denso di erotismo, potrebbe risultare incomprensibile riflettere su "addivenire sempre più oltre cosa tutta sua, nascondersi e perdersi interamente in Dio..." Oggi c'è tanta confusione, accompagnata da poca fede e scarso coraggio di proporre la bellezza e la fecondità della nostra scelta di vita cristiana e religiosa. La nostra vita è un dono, una grazia per chi, in vista del regno, instaura un rapporto personale ed esclusivo con Cristo, decidendo radicalmente di non possedere nulla, "di spendere tutti i suoi giorni e dare la vita per chi dette la sua per lei".

La nostra vita si nutre dell'innamoramento, l'unica gioia è e sarà cristo. Cristo è tutto: tutti i momenti dell'esistenza terrena di Gesù hanno il colore e il calore nuziale. L'amore sponsale è per sua natura, totale ed esclusivo, perchè offerta di sè all'amato, senza riserve e con cuore indiviso, alla vittima sacrificata dall'eccessivo amore per noi"

Noi siamo chiamate a manifestare la sacralità di una vita dedicata esclusivamente all’amore assoluto di Cristo. Cristo non è soltanto l’Amore che origina ogni amore, ma l’amore che ha potuto dire: “Non ti ho amato per scherzo”, dal momento che ha fatto della croce la somma manifestazione della sua realtà e della sua fedeltà. Se la nostra vita è, come dovrebbe essere, una storia d’amore con l’Amore supremo, infinito e crocifisso, segno di questo Amore e risposta a questo amore, allora saremo disposte a pagare anche il prezzo della difficile fedeltà, ad “essere incenerite vittima sul medesimo altare della croce, nascosta nel cuore di Gesù Cristo che è Vittima sacrificata dell’eccessivo amore per noi.
Il canto dell’amore
Se dovrai attraversare il deserto
non temere io sarò con te
se dovrai camminare nel Fuoco
la sua fiamma non ti brucerà
seguirai la mia luce nella notte
sentirai la mia Forza nel cammino
io sono il tuo Dio, il Signore.
Sono io che ti ho fatto e plasmato
ti ho chiamato per nome
io da sempre ti ho conosciuto
e ti ho dato il mio amore
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
Io sarò con te dovunque andrai.
Non pensare alle cose di ieri
cose nuove fioriscono
già aprirò nel deserto sentieri
darò acqua nell’aridità
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
Io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te
Io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te.
(Federico Russo)

Noi dobbimo continuare, come i discepoli, a raccontare la speranza, diventare una storia del Risorto, perché si adempia la promessa: “ Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”(Mt 28,20). Succederà anche a noi: come Cristo non è rimasto nella morte, anche noi sfuggiremo agli artigli di quest’ultima. “Certa questa parola: se moriamo con Lui, vivremo anche con Lui (2 Tm 2,11).

E’ necessario avere la certezza che la nostra speranza ha origine nel Crocifisso- Risorto. Le due parole “Crocifisso” e “Risorto”, unite inscindibilmente, ci dicono la struttura della speranza cristiana. In questa compresenza di crocifissione e resurrezione, l’umiltà autentica, la vocazione cristiana e religiosa, e il martirio ne manifesta la piena maturità in Cristo.

La sequela di Cristo è martirio: nei riguardi del Signore l’unica ricompensa adeguata contraccambiare il sangue con il sangue, ragion per cui, redente dal sangue di Cristo, andiamo volentieri incontro alla morte per il nostro Redentore. La vera connotazione di noi religiose dei Sacri Cuori è il martirio, l’essere vittime. Siamo luminose testimoni di Cristo fino al sacrificio della vita per causa sua, immerse in quel sacrificio incruento di sé che si consuma nel segreto di una coscienza disposta a ogni rinuncia per la fedeltà allo Sposo. Nell’ora della prova, proclamiamo con i fatti che la fedeltà al Signore è la realtà più preziosa, per cui vale la pena di sacrificare se stesse.

La coerenza battesimale, impreziosita dalla consacrazione, va rinnovata quotidianamente, ad ogni costo, perché chi avrà realizzato la propria vita secondo i criteri del successo, del piacere e del potere la perderà, mentre chi l’avrà perduta per Gesù la troverà (S. Giovanni Crisostomo, Discorso 34). Non bisogna aver paura di essere vittime: non possiamo arrivare a questo senza la Cena del Signore, ma con la grazia dell’Eucarestia niente diventa impossibile. L’Eucarestia è la sicurezza del nostro cammino, tanto che è sempre in pericolo ... chi non si nutre quotidianamente del Padre celeste. Nel nostro colloquio intimo, divino palpita il segreto del “martirio”: lasciamoci trasformare da Gesù, perché abbiamo bisogno di “rinnovarci”. Rinunciare a se stesse, perdere la propria vita, è molto più che lasciare dei propri beni e perdere se stesse solo apparentemente. Nella Santa Eucaristia contempliamo Gesù e come Lui lasciamoci trasformare dal e nel suo santo amore.
Cristo per noi è tutto
Se vuoi curare le ferite, Egli è il medico.
Se sei riarso daIIa febbre, Egli è la fontana.
Se sei oppresso dal peccato, Egli è la santità.
Se hai bisogno di aiuto, Egli è la forza.
Se temi la morte, Egli è la vita.
Se desideri il cielo, Egli è La via.
Se fuggi le tenebre, Egli è la luce.
Se cerchi il cibo, Egli è l’alimento.
Noi ti seguiamo, Signore Gesù
, ma tu chiamaci perché ti seguiamo.
Senza di te nessuno potrà salire.
Tu sei la via, la verità, la vita, il premio.
Accogli i tuoi, sei la via.
Confermali, sei la verità.
Vivifìcali, sei la vita. (Sant’A mbrogio)

Se amiamo nostro Signore, se sappiamo di essere coinvolte in un amore eterno, crocifisso, non avremo paura della breve “fedeltà” nel tempo, conseguenza della risposta d’amore ad un amore crocifisso ed eterno. Affidiamo il nostro cammino a Maria: cammino che si snoda tra difficoltà, distrazioni Ci riporti Lei, anche nelle nostre preoccupazioni, ad una “Presenza” sempre viva ed operante. La nostra vita, pur nella fatica umana, diventerà un canto di fede, un cammino di speranza, un atto di amore, un inno alla vita evangelica.
Donna
Auguri a te, suora,
profondamente donna proprio perché consacrata all’Amore eterno e infinito.
Lascia sgorgare dal tuo cuore in infiniti rivoli,
tutta la tenerezza di cui lo Sposo ti Fa ricca,
perché nessuno che si avvicina te
se ne parta affaticato da un’arsura non ristorata;
perché chiunque a te si accompagna per un tratto di vita
si senta l’ospite atteso,
e ristorato da una trasparente fraternità
riprenda i suoi passi cantando.
(Lina Rossi)