Adorazioni Mensili

OFFRIRE: Benedetto sei Tu Signore, creatore e Padre

L’intera celebrazione eucaristica educa i fratelli alla offerta di se stessi. Il rito dell’« offertorio» in particolare, non è semplice passaggio all’interno della Messa o uno dei tanti momenti che la strutturano come rito per farne memoria, ma è un prologo, un preludio che ci introduce e ci offre la chiave di lettura che ci immerge nella liturgia eucaristica, calandoci nel cuore del mistero che stiamo celebrando. Deve essere perciò azione e offerta di tutti e non solo del sacerdote, perché sia espressione della stessa comunione che legava Gesù quella sera ai suoi amici e discepoli, mentre si offriva in segno di nuova ed eterna alleanza di amore con l’uomo che voleva salvare.
Leggiamo nel documento CEI “Eucaristia, comunione e comunità”: « Tutta l’Eucaristia ha una dimensione offertoriale». Ed è vero, offro la mia carità perché diventi accoglienza, perché si costituisca un’assemblea di fratelli e non solo un insieme di persone qualsiasi; offro il mio perdono e lo chiedo perché produca la comunione vera; offro la mia disponibilità ad ascoltare per capire e per vivere. L’Eucaristia riproduce la cena, la stessa che Gesù ha compiuto nell’ultimo vespro della sua vita, ma contiene la Pasqua: Cristo stesso nell’atto di donarsi per amore. È il “corpo dato” e il “sangue versato” per noi, che viene consegnato alla Chiesa negli umili segni del pane e del vino».

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