Scritti di Mons. Petagna

Lettera del 4 febbraio 1861


Reverendissmi e signori canonici,
ho goduto moltissimo nell'avermi una vostra, solo mi è dovuto che paressi un noncurante per tardo riscontro. Fatto stato è che l'ho ricevuta il 2 corrente, ieri l'altro, cioè giorni 38 dalla data. Sallo Iddio come sia andata la faccenda. Ringrazio tutti e di cuore dei teneri sentimenti che nutriscono verso di me, e dei quali non ho mai dubitato nella mia residenza e neppure nella mia assenza. Per la quale temporanrea spero che al mio ritorno fossimo più rigorosamente uniti per il bene delle anime e per la gloria di Dio. Benchè occupato ogni giorno nelle opere dle ministero sacerdotale, non posso a meno d'avermi il cuore lacerato all'idea del gregge separato dal primo pastore. Al solo pensare al possibile depravazione di menti e di cuori, nella presenza turpitudine dei tempi mi si gela il sangue, solo mi consola l'immaginarmi il loro zelo spiegato meglio di prima per supplire il parte la mia involontaria mancanza.
Non mancherò tenerli avvertiti del mio ritorno. Il signor Teologo ossequia tutti come pare non abbia mancato di fare a voce e di scritto. Mi raccomando caldiossimamente alle loro orazioni, ed abbracciando ciascuno in particolare, li benedico in tutta l'effusione dell'animo mio e mi dico umilisssimo affezionatissimo pastore
Francesco Saverio Petagna