Scritti di Mons. Petagna

Lettera del 9 gennaio 1864


Viva Gesù Cristo vero Dio e vero uomo.
Figlioli dilettissimi
mentre i sentimenti di affetto verso di me, che esternate nelle vostre carissime mi sono in parte di balsamo nelle mie angosce attuali, pensando che serbate sempre nei cuori vostri viva la memoria di me anche lontano, addivengono poi sotto altro rapporto un mezzo a più inacerbirmi il dolore che cresce in ragione diretta del tempo che passa e dell'amore vostro che più si alimenta. E' vero che l'occuparmi del mio ministero forma un attrito per la mia salute, ma senza questo lenitivo come poter reggere lontano dalla mia chiesa? D'altronde qui la messa è molta e i mietitori sono pochi. Quale conto durissimo, penso talvolta fra me, avranno a dare le nostre popolazioni a Dio, che fa abbondare i suoi ministri in mezzo di loro e sovvenirli in ogni maniera di religioso conforto! Si aggiunga poi che tutto quello che fo per le anime qui, l'offerisco a Dio pel bene della mia diocesi; e per questo appunto offeriscono ancora le molte anime da me direttte tutto quello che fanno in opere buone, in mortificazione, in preghiera. Immersi nella contemplazione dei consecutivi misteri del salvatore Dio infante annientato e grondante sangue per noi, siamo avvertiti a tenerci meglio stretti alla croce in questo nuovo anno. Ed il sommo pontefice pare che ce ne abbia dato il motto d'ordine, dicendo che questo sarà un anno procelloso. Come cavarci salvi dalla procella se non afferrandoci all'ancora sicura della croce? non diceva sovente, da infiammato qual era d'amore divino san Francesco di Sales, che gli amamnti di Gesù Cristo hanno due appuntamenti dati, uno in questa vita ed è il Calvario, e uno nell'altra ed è il cielo? e non incalza assai più noi questa celeste dottrina, che siamo i Cristi sulla terra? quasi arrosisco d'aver parlato così a maestri miei nella scuola dell'amore per Gesù Cristo, siccome ultima prova ne avete dato nel Triduo di riparazione alle sante bestemmie contro di Lui. Pregate e fate molto pregare per me a quante buone anime conoscete.
Dall'intimo deol cuore imploro da Dio una copiosa benedizione sopra di voi, degli ebdomadarii, ed abbracciando ciascuno di voi in particolare mi dichiaro umilissimo affezionatissimo mons.  Francesco Saverio Petagna