Scritti di Mons. Petagna

Lettera del 16 aprile 1864


Sia lodato Gesù Cristo
Figlioli carissimi,
rispondo alla vostra pervenutami circa un mese dopo! Siccome è tempo di sofferenza sotto tutti i rapporti, così Iddio mi pruova doppiamente anche in questo, e col ritardarmi il sollievo che provo all'avermi una vostra e col permettere in voi il sospetto che io non mi dassi mica la pena di un presto riscontro. Eppure, sallo Iddio, quanto godo a rileggere quei vostri sentimenti sempre più a me graditi, e quanto sento una dolce soddisfazione, nel continuare ad esternarvi i miei, per l'opportuna occasione che me ne date con le vostre lettere. Siete benigni assai nel gustare, come dite, e nel gradire le mie povere parole; l'occhio lucido vede tutto lucidamente, e lo spirito ben prevenuto assapora tutto con gusto. Ma donde viene che siete così ben disoposti verso di me, mentre ogni giorno più rifletto in me stesso ed ogni giorno più sono comprenetratop del mio cattivo governo! E questo verace sentimento del mio cuore fa crescermi in ragione diretta il desiderio di abbracciarvi e di associarmi a voi per riparare il più che vorrei il malfatto. Ma Iddio per i miei peccati vuole ancora ritardare il momento. Non solo la voce del sommo pastore mi consigliava di continuare a lavorare questa vigna, ma anche il volermisi permettere il ritorno però sotto la sorveglianza della polizia, indicava la facilità di cacciarmi in prigione ad ogni lieve calunnia e di rendermi inutile per i miei. Il vostro animo poi sempre ben disposto per me fa desiderarvi di vedere più spesso i miei caratteri. Lo avrei fatto sinora, se un meschino lavoro per la diocesi eseguito nei piccoli ritagli di tempo libero e sovente risecati dal necessario sonno non me l'avese impedito sinora. Ma ora essendo quello già condotto al suo termine, spero di contentarvi nelle vostre brame a me care.
Non mancai nel giorno di Pasqua farvi i più lieti auguri col divino agnello immacolato dall'origine del mondo, e mi detti a fervidamente pregarlo perchè questo fremere tumultuoso del secolo d'attorno alla tomba del nostro cuore, in cui ci siamo seppelliti con Lui, fosse il bel segnale del nostro spirituale risorgimento, ancora con lui, a vita più virtuosa perfetta e divina. Mi attendo da voi, dai vostri dai diretti da voi e da tutti i diocesani, le preghiere continue e ferventi siccome io non lascio di fare altrettanto per voi.
Vi benedico con tutta l'effusione dle cuore ed abbracciandovi teneramente mi dico aff.mo pastore Francesco Saverio Petagna