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La Vergine Maria e la vita consacrata

Siamo nel mese di maggio che per noi cattolici è da sempre dedicato alla devozione alla Vergine Maria. Ho pensato, con questa occasione di approfondire il rapporto o per lo meno il filo che unisce le persone consacrate a Maria Santissima e ci aiuta in questo approfondimento il nostro amato papa Giovanni Paolo II che in una udienza del marzo 1995 ci ricorda che “Maria è stata scelta in forza di un singolare amore divino. Se è tutta di Dio e vive per Dio, è perché prima di tutto è stata «presa da Dio», che ha voluto fare di lei il luogo privilegiato del suo rapporto con l'umanità nell'incarnazione. Maria dunque ricorda ai consacrati che la grazia della vocazione è un favore da essi non meritato. E' Dio che li ha amati per primo (cf. 1Gv 4,10.19), in virtù di un amore gratuito, che deve suscitare la loro azione di grazie.”
Sempre Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica “
Vita Consacrata” che ci sta accompagnando in questi nostri articoli, ricordava a noi consacrati come “Maria, in effetti, è esempio sublime di perfetta consacrazione, nella piena appartenenza e totale dedizione a Dio. Scelta dal Signore, il quale ha voluto compiere in Lei il mistero dell'Incarnazione, ricorda ai consacrati il primato dell'iniziativa di Dio. Al tempo stesso, avendo dato il suo assenso alla divina Parola, che si è fatta carne in Lei, Maria si pone come modello dell'accoglienza della grazia da parte della creatura umana.”
Il primo richiamo che unisce Maria e la persona consacrata risulta allora l’iniziativa di Dio che sceglie “in forza di un singolare amore”, non è la persona a scegliere di voler essere suora/frate, come si dice nel linguaggio comune, ma è Dio che, come ha fatto con Maria, investe del suo amore, con la gratuità della grazia, quindi senza merito particolare della persona, colui o colei che chiama a vivere in modo unico il rapporto d’amore con Lui.

All’iniziativa di Dio che sceglie, risponde la volontà dell’uomo. Maria accoglie e liberamente aderisce con il suo Fiat all’azione della grazia in lei: “Col suo esempio, essa insegna ai consacrati a non sciupare nulla delle grazie ricevute, a dare risposte sempre più generose alla donazione divina, a lasciarsi ispirare, muovere e condurre dallo Spirito Santo” dice ancora il Santo Padre nell'udienza dle marzo 1995. Il suo sì manifesta la volontà di Maria a dare la propria disponibilità a collaborare al piano di Dio; anche al “chiamato” alla vita di consacrazione il Signore chiede la disponibilità ad essere, come dice il fondatore della mia congregazione “cosa tutta sua”, a “nascondersi e perdersi interamente in Lui” perché possa essere con testimone dell’Amore di Dio per ogni uomo.

Anche Benedetto XVI, nel
messaggio per la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni di quest’anno, riprende questa immagine di iniziativa di Dio e risposta dell’uomo definendoli un “intreccio d’amore” che si verifica in tutte le vocazione ma che “è presente pure, in maniera mirabile, nella vocazione alla vita consacrata.”
Iniziativa di Dio e risposta dell’uomo si intrecciamo nella quotidianità, dove ogni persona e in modo molto profondo ogni consacrato è chiamato a far sì che questo intreccio sia caratterizzato dall’Amore. Ci è maestra, in questo, ancora una volta, Maria che nella sua vita con Gesù “meditava tutte queste cose nel suo cuore” (LC 2, 51), lasciava cioè che la grazia la formasse, che gli eventi le parlassero anche quando il linguaggio sembrava incomprensibile o per lo meno molto duro: “«Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora»” (Gv 2,4); «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». (Lc 8, 22); ma così come Maria si è lasciata plasmare dal Padre, alla persona consacrata è chiesto di lasciare che Egli apra intorno a lei nuove prospettive.
A volte si ha la sensazione di dover fare chissà quali grandi cose per corrispondere all’iniziativa d’amore di Dio, Maria è stata docile, ha fatto la Mamma, ha vissuto cioè giorno per giorno quella virtù che è richiesta anche ad ogni consacrato: la docibilitas, la disposizione ricettiva ma anche intraprendente che lascia agire in sé la grazia; quella disposizione cioè che permette alla persona di lavorare sulla propria disponibilità formativa, sulla libertà interiore con la quale impara ad accogliere le circostanze, le persone, gli impegni, le sfide, le crisi, le cadute, gli imprevisti, le provocazioni, i fallimenti, tutto ciò insomma che caratterizza il quotidiano. Il nostro fondatore nelle Regole originali ci ricorda che “a misura che l’anima si inoltra nella vita, e s’avanza negli atti di sode virtù ed ardente amore, l’Eterno Padre comincia a vedere in lei stampata la chiara copia di Gesù, delineato lo spirante ritratto di Gesù, impressa la viva immagine di Gesù”(Mons.
Francesco Saverio Petagna, Regole Originali, 12-13), questa trasformazione sarà tanto più possibile quanto più la persona consacrata saprà guardare a Maria e alla sua unione con Figlio.

Sono tanti gli aspetti della vita di Maria che la rendono modello per i consacrati, ma visto che esiste un testo molto bello e chiaro che è quello dell'udienza di  Giovanni Paolo II del 29 marzo 1995, dedicata proprio a questo tema, non mi dilungo, speo solo di essere riusicta a suscitare in voi la curiosità di leggerla e meditarla. Mi piacerebbe anche leggere qualche commento, magari proprio qui in calce a questo articolo o se volete come argomento di una discussione sul forum. Aspetto i vostri interventi